NARM

Che cosa è NARM?

NARM è un acronimo che sta per Modello Relazionale Neuro-Affettivo.

Laurence Heller, il suo fondatore, così lo definisce: “[è] un modello per la crescita umana… [che] mette più fortemente in risalto i punti di forza, le capacità, le risorse e la resilienza [della persona]. NARM esplora la storia personale per capire fino a che punto gli stili di sopravvivenza, appresi in fasi precoci della vita, interferiscono con la capacità di sentirsi connessi e vitali al momento presente”. (Heller L. – LaPierre A., Guarire i traumi della età evolutiva)

NARM si rifà a pratiche psicoterapeutiche e psicodinamiche, incentrate sul sistema nervoso. Le coniuga alla meditazione ed alla fiducia organismica ovvero al rifiuto del dualismo corpo-anima per un’unità loro intrinseca.

L’obiettivo di NARM è favorire lo sviluppo delle capacità individuali di autoregolazione, mediante un processo di riorganizzazione di quelle parti del sé disorganizzate e/o disfunzionali.

A tal fine, NARM si focalizza sui 5 bisogni fondamentali della persona:

  • il bisogno di connessione,
  • il bisogno di sintonia,
  • il bisogno di fiducia,
  • il bisogno di autonomia,
  • il bisogno di amore-sessualità.

Questi 5 bisogni sono biologici e, come tali, scaturiscono dal concepimento. Non sempre, però, sono riconosciuti nel contesto familiare e nell’ambiente di vita di una persona. Purtroppo, può accadere che bisogni biologici non siano riconosciuti sin dalla primissima infanzia.

Quando tali bisogni non sono “incontrati” e, quindi, soddisfatti, un bambino reagisce dentro se stesso, sviluppando uno “stile di sopravvivenza adattivo”. A suo modo, il bambino prende atto che i suoi bisogni non sono recepiti e non sono appagati per svariati motivi. Egli si adatta alla situazione e cerca di “sopra-vivere” ovvero si sforza di tenere in vita una possibile relazione con le figure di accudimento. In primis, i familiari o chi si prende cura di lui.

Gli stili di sopravvivenza non sono tutti uguali fra di loro. A seconda del bisogno più negato, il bambino sviluppa – per sua reazione – un prevalente stile di sopravvivenza adattivo. Wilchelm Reich ei Alexander Lowen hanno individuato 5 stili di sopravvivenza, in correlazione ai 5 bisogni negati:

  • bisogno negato di esistere;
  • bisogno negato di essere amato;
  • bisogno negato di essere supportato;
  • bisogno negato di essere autonomo;
  • bisogno negato di amare sessualmente.

Purtroppo, quando un bambino adotta uno stile di sopravvivenza adattivo, il suo impulso organismico viene inibito ovvero i suoi potenzialità non riescono a svilupparsi naturalmente.

NARM aiuta la persona a riconoscere quali strategie adattive, sviluppate dall’infanzia, continuano a persistere nel tempo.

Inoltre aiuta la persona a riconoscere i propri punti di forza, ad acquisire consapevolezza del proprio corpo, a sviluppare capacità di autoregolazione emotiva.

Gli obbiettivi finali del NARM sono:

  • di far riconnettere il corpo con le emozioni;
  • di riconnettere se stessi agli altri;
  • far riconnettere la propria forza vitale con il mondo esterno;
  • di far prendere coscienza e di sostenere il processo di disidentificazione dagli stili di sopravvivenza;
  • di favorire lo sviluppo di una identità più integrata con se stessi e con gli altri e più vitale.

Tutto ciò a supporto della persona affinchè sviluppi autoconsape.

L’obiettivo finale di NARM è, quindi, di far riconnettere il corpo con le emozioni, di far riconnettere se stessi agli altri, di far riconnettere la propria forza vitale con il mondo esterno, un altro obbiettivo è di far prendere coscienza e di sostenere il processo di disidentificazione dagli stili di sopravvivenza. Tutto ciò al fine di favorire lo sviluppo di una identità più integrata con se stessi e con gli altri e più vitale.

In altri termini, NARM aiuta la persona a riconoscere i 5 bisogni di base, a chiarire come abbia perso la connessione con se stessa a tutti i livelli (fisiologico, emotivo e cognitivo) e ad esplorare la possibilità di una (ri)connessione.

Tutto ciò a supporto della persona affinchè sviluppi autoconsapevolezza, delle strategie cognitive, emozionali e psicologiche, sorte nel proprio passato. Aiuta la persona a non ricadere nella trappola di continuare a sentirsi vittima del proprio passato, sminuendo l’importanza del proprio presente.