Enneagramma

Cosa è Enneagramma?

Enneagramma è una figura geometrica: un cerchio include un triangolo equilatero che interseca una figura a sei lati.

Il nome deriva infatti dal greco antico (ennea=nove; gramma=disegno).

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Tale figura geometrica fu utilizzata sin dalla antichità da maestri della tradizione cristiana e sufi nei loro insegnamenti “segreti” agli iniziati. Lo utilizzarono come simbolo esoterico e spirituale.

All’inizio del ‘900, il maestro Georges Gurdjieff lo apprese da un derviscio afghano con cui era entrato in contatto. Gurdjief lo integrò nei suoi insegnamenti verbali ai suoi allievi.

Solo negli anni ’70, Claudio Naranjo divulgò formalmente Enneagramma a livello accademico e ne scrisse, consentendone così la conoscenza pubblica.

Io appresi Enneagramma direttamente da Claudio Naranjo, con cui ho condiviso molti anni di ricerca e di studio.

Dei tanti aspetti dell’insegnamento di Naranjo, ho trovato particolarmente interessante quello del viaggio interiore. Naranjo amava definirlo “viaggio dell’eroe” perché – a suo parere – ogni persona è un “eroe” quando parte alla ricerca di sé stesso. Con fatica vive il viaggio dentro sé stesso nell’incertezza di giungere ad una meta. Ogni persona assomiglia, quindi, all’Ulisse dantesco.

Sui banchi di scuola, tutti noi ci siamo cimentati con il famoso canto della Divina Commedia dedicato ad Ulisse. Dante narra di aver incontrato Ulisse, il quale gli racconta quanto l’Odissea tace: tornato ad Itaca, dopo la guerra di Troia, Ulisse si rimette in viaggio perché desideroso di conoscere. Ma, giunto alle colonne d’Ercole (Gibilterra), Ulisse si perde nel mare dell’ignoto senza fare più ritorno a casa.

Fuori metafora, il “viaggio dell’eroe” è un percorso di conoscenza, anche interiore.

Come ogni viaggio, anche il percorso di conoscenza del sé avanza per tappe: una è imparare a riconoscere i meccanismi di autodifesa.

Essi sono modalità “adattive” che ogni persona sviluppa in situazioni ambientali non perfettamente coerenti con la propria vera natura. La vera natura di ciascuna persona viene ad esserne “condizionata”.

I meccanismi di autodifesa, generati da interferenze organismiche, allontanano la persona dalla sua vera natura: la sconnettono dal proprio essere.

La sconnessione porta la persona a nutrire “idee pazze” ovvero illusioni. Ciò causa pathos (patimento interiore) sia nella interiorità sia nel corpo.

La sconnessione non impedisce, però, al corpo di continuare a mantenere le sue 3 caratteristiche principali:

  • l’istinto alla autoconservazione;
  • l’istinto alla pulsione sessuale;
  • l’istinto alla socialità.

Di tutti i possibili “pathos”, l’Enneagramma ne individua 9 dominanti ed associa ognuno ad una distorsione cognitiva del sé interiore e/o corporeo.

Stando alla figura geometrica delll’Enneagramma, i 9 “pathos” corrispondono ai 9 punti sulla circonferenza.

Ogni punto rappresenta una delle modalità adattive (emozionali, comportamentali, cognitive).

Ogni punto/modalità adattiva è collegato dinamicamente agli altri da relazioni di vicinanza e/o di opposizione tripolare.

L’Enneagramma è, perciò, uno straordinario strumento di conoscenza e di trasformazione del sé. Esso consente di riconoscere le dinamiche di sconnessione dal proprio essere interiore e/o corporeo. Aiuta a ricomporre la sconnessione, curando i “pathos”.

Ciò determina una crescita individuale e un maggior sviluppo delle relazioni con gli altri e con il resto del mondo.